Menzioni d'onore...

Nel post precedente, abbiamo parlato tanto della ceramica d'uso quotidiano, quella semplice, senza smalti o decorazioni particolari. In questo post,come ne vedrete degli altri andremo a vedere 3 oggetti d'uso, ma con qualche pregio artistico...

La Cannata 

La Cannata, non è altro che la brocca di terracotta smaltata, spesso con disegni semplici, come potevano essere dei fiori. Questa brocca deve il nome di Cannata, probabilmente al greco medievale Kannata. Ideale per portare acqua e vino a tavola e mantenerne la freschezza naturale. Ed ecco la nostra, in tutta la sua semplicità, con un ansa/manico e la decorazione di un fiore centrale, decorazione molto elementare come potete vedere, ma che le dà il giusto fascino. 

Cannata in terracotta prima metà del '900


Baino/Bainu/Lemmu/Bacile

Un solo oggetto, tanti nomi e misure, e tanti usi. Per noi del Messinese, il bacile in terracotta smaltata di colore verde è il Bainu, probabilmente derivante dallo spagnolo bagno...infatti i modelli più grandi di questo oggetto, venivano utilizzati come vaschetta per fare il bagnetto ai neonati. Dall'altra parte della Sicilia Lemmu, nome che deriva dall'arabo (recipiente). Come ho potuto notare questo è un recipiente diffuso in tutta Italia ed è conosciuto con il nome di catino in terracotta. Le sue forme dalla più grande alla più piccola lo rendono utilizzabile ancora oggi in mille modi,anche decorativi. C'è chi ha realizzato il lavandino della cucina in un ambiente più rustico, c'era chi in passato lo utilizzava per raccogliere il sangue dei maiali, per impastare il pane o per portare il cibo in tavola...e tante altri modi, a seconda del bisogno.

Il nostro lemmo/Bainu/Bacile produzione XX secolo 



Piatto in terracotta vietrese 


 Ecco un oggetto che pur nella sua semplicità, può ritenersi un oggetto d'arte. Questo piatto fondo, da noi chiamato fangotto ha un valore puramente decorativo,ma la sua manifattura lo rende veramente speciale.  Realizzato a Vietri sul mare nel 1927 dall' artista/ceramista tedesca Bab Hannasch,come riporta sulla sua pagina Facebook: Ceramica du Vietri a cura di Enrico Camponi...

Bab Hannasch:

Piatto con la Stella Marina, I.C.S., Vietri sul Mare, 1927, diametro 34 cm., collezione Camponi.

Piatto con la Stella Marina, Ceramica Fontana Limite, Vietri sul Mare, 1927/'28, diametro 24 cm., Museo della Ceramica di Faenza, dono di Sophia Van Stolk.

Margarete Bab Thewalt Hannasch, tedesca di nascita, giunse a Vietri nel 1927, dopo aver lasciato la Cantagalli di Firenze su richiesta di Max Melamerson, che le aveva promesso un ottimo salario in cambio del suo lavoro. La promessa non mantenuta costrinse Bab (diminutivo di Barbara) a lasciare l'ICS per iniziare una collaborazione con la Ceramica Fontana Limite. I due piatti presentati oggi sono un esempio di come gli artisti vietresi usassero riprodurre le stesse decorazioni anche dopo aver lasciato una manifattura per lavorare in un'altra. Il primo piatto, che reca la rara firma coi Due Fratelli, fu realizzato da Bab presso la I.C.S. nel 1927, proprio all'inizio dell' attività della fabbrica. Il secondo fu realizzato presso la Fabbrica Fontana Limite, dove era andata a lavorare subito dopo il suo licenziamento. Come lei molti altri decoratori, tra i quali anche Irene Kowaliska, lasciarono la I.C.S, perché Melamerson non era un buon pagatore e spesso si rifiutava di dare regolarmente il salario ai suoi impiegati

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Piatto/fangotto produzione vietrese 1927/'28

Appuntamento alle prossime menzioni d'onore degli oggetti d'uso comune o decorativo/artistico, e qualche volta le due cose non sono distaccate del nostro piccolo rifugio...😀👋👋👋

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